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Coralli e Preziosi

Coralli e Preziosi

Via Antonio Roasi 11, Trapani, 91100, Italy

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About Lavorazione artigianale artistica del corallo.
Coralli e Preziosi cover
Description Trapani città dei coralli
Nei secoli XVII e XVIII fiorì a Trapani una notevole produzione di opere realizzate da esperti maestri che applicando il corallo ora sull’oro, ora sul rame, crearono preziosi gioielli e pregevoli oggetti sia di uso liturgico che domestico.
La storia del corallo trapanese ha però origini molto più lontane e già nel secolo XII il viaggiatore arabo Idrisi rilevava la pregiata qualità del rosso materiale. Le scoperte di banchi avvenute tra il 1416 e il 1418 nel mare di Trapani e nel 1439 nei pressi di San Vito Lo Capo, determinarono l’immigrazione di famiglie di religione ebraica, provenienti dal Maghreb che contribuirono alla lavorazione e alla commercializzazione sui vari mercati d’Italia. Dopo l’espulsione del 1492 alcuni conversi rimasero a lavorare e i loro figli ne continuarono l’attività.
Nei Capitoli delle grazie e dei privilegi del 1418 veniva specificato inoltre che già da molto tempo, nel mare di Trapani, si era soliti pescare il corallo. I pescatori corallai solcavano il mare, alla ricerca di banchi, con i loro ligudelli, ossia barche attrezzate che trascinavano l’ingegno, una grossa “croce di Sant’Andrea”, di legno a bracci uguali, appesantita da massi di pietra, alla quale erano legate reticelle destinate a raccogliere il corallo.
Quando tra il 1530 e il 1535 vennero ritrovati a Tabarca nuovi banchi si ebbe un notevole incremento dell’arte del corallo trapanese: dalla realizzazione di palline e piccoli elementi si passò via via alla produzione di opere di sempre più elevato pregio artistico, che raggiunse il momento di massimo splendore nei secoli XVII e XVIII.
La lavorazione del corallo era riservata ai maestri corallari e agliscultori: i primi lo pulivano togliendo la patina arancione (cenosarco) con raschetti in ferro e pietra molare, lo tagliavano con la tenaglia e lo lavoravano con la lima e con la mola di pietra, fino a ridurlo in piccoli elementi o sferette che venivano bucate con il fusellino, per poi essere destina

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