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Monday
16
APR

The beat of Freedom - Marta Cuscunà Reading

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ANTEPRIMA di Concentrico - Festival di teatro all'aperto 2018
* THE BEAT OF FREEDOM *
Letture dal libro “Io sono l'ultimo. Lettere di partigiani italiani”
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Di e con: Marta Cuscunà
Assistente: Marco Rogante
Marta Cuscunà fa parte del progetto Fies Factory

The Beat of Freedom è la quarta tappa del progetto sulle Resistenze femminili #thebeatoffreedom
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I partigiani, prima di tutto, erano giovani.
Si innamoravano, scoprivano di avere paura e coraggio.
La libertà era nei monti, per la prima volta riuscivano a sentirla e picchiava nella testa.
Un racconto corale per i ragazzi e le ragazze di oggi, sul sogno rock di un Paese di persone uguali nei diritti e libere.
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Il libro "Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani" è nato quando Annita Malavasi, la partigiana "Laila", ha cominciato a parlare d'amore. Ci teneva a dire una cosa, soprattutto: fu tra i partigiani che, per la prima volta, uomini e donne ebbero pari dignità e che l'uguaglianza sancita dalla Costituzione a guerra finita, non fu un regalo ma una conquista e un riconoscimento.
Arrivarono molte lettere. Alcune erano di vecchi partigiani, e parlavano d'amore.
Una collezione di esperienze che delinea il profilo di un'autobiografia collettiva di giovani accomunati dall'aver condiviso un tempo e un Paese, che a un certo punto sentirono l'esigenza di cambiare.
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“La libertà era nei monti, per la prima volta riuscivamo a sentirla e picchiava nella testa”.
Da questa frase di Nello Quartieri, nome di battaglia “Italiano”, è nato The beat of Freedom. La libertà come pulsazione, come battito che scuote. Un ritmo nuovo, che sconvolge e che parla di giovinezza e ribellione.
Le parole dei partigiani hanno iniziato a risuonarmi inaspettatamente rock e le loro voci si sono intrecciate con quelle di Patti Smith, Lou Reed, Alanis Morissette, i Green Day. Ne è uscita una partitura che scavalca i confini della storia e unisce tre generazioni
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www.martacuscuna.it
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Ingresso 10€ con tessera Associazione Culturale Appenappena
Info e prenotazioni: concentricofestival@gmail.com
Concentrico - Festival di teatro all'aperto
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RESISTENZE FEMMINILI
L'idea del progetto sulle Resistenze femminili è nata dopo aver letto l'inchiesta“Il femminismo, che roba è? della semiologa Giovanna Cosenza e del suo team di studenti. L'inchiesta ruota intorno a un quesito di cruciale importanza: se è vero, come dimostrano i dati economici pubblicati da Eurostat e World Economic Forum, che in Italia le donne sono subalterne agli uomini (in quanto lavorano meno, guadagnano meno e sono meno rappresentate), perché non si ribellano come fecero le femministe?
Il team di Studenti&Reporter ha pensato di chiederlo ai giovani, ponendo a ragazzi e ragazze dell'ateneo bolognese, una semplice domanda: se ti dico femminismo o femminista, cosa ti viene in mente? E li hanno lasciati parlare.
Il primo dato che emerge è che, per la maggior parte degli intervistati, il femminismo è roba vecchia che ormai non ha più
ragione di esistere. Mi sono domandata come sia possibile, visto che se si sposta il tema delle differenze di genere sul piano economico, i dati dicono che il problema c'è ed è pure piuttosto serio. Da cosa deriva questa percezione sfalsata della realtà? Forse da un malinteso.
Forse molti, in primis le ragazze, riducono le rivendicazioni del femminismo alla sfera sessuale. E se è vero che oggi le donne sono più libere che in passato di gestire in modo autonomo la propria vita sentimentale e intima, di decidere quante e quali persone accogliere nella propria camera da letto, di vestirsi e svestirsi, di essere sessualmente disinibite; questo non significa automaticamente che le donne oggi non siano più vittime della discriminazione di genere.
Anzi.
Anche per questo mi è sembrato di fondamentale importanza smantellare i pregiudizi e gli stereotipi che i giovani di oggi hanno riguardo al femminismo e alle femministe, raccontando esempi positivi di donne che hanno lottato per riscattare la condizione femminile.