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Friday
13
APR

De Ratione Artis

17:00
18:00
Biblioteca Civica di Verona
Event organized by Biblioteca Civica di Verona

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Dalla prefazione del libro:
"Un giorno di maggio 2017 un amico mi fa conoscere Giorgio Maria Bellini. Mi viene presentato come poeta. Lo guardo in modo curioso ... non avevo mai conosciuto un poeta. Le “Physique du role” c’è tutto, volto emaciato e scavato, quasi sofferente, la carnagione pallida di chi schiva il sole, fisico non proprio atletico. Si, mi dico, è un poeta. Parliamo insieme e mi fa leggere qualche sua lirica. Premetto che non capisco nulla di poesia, non ho mai approfondito la materia ma mi accorgo subito che quello che mi viene sottoposto è impegnativo. Non si può liqui- darlo in fretta. C’è bisogno di uno sforzo. Mi riservo di approfondire perché come sempre non c’è mai tempo per queste cose ma, mentre sto parlando, come spesso avviene, mi frulla per la testa un’idea. Senti Giorgio, dico, io sono appassionato di fotografia e mi diletto ultimamente di queste cose. iPad alla mano e gli faccio vedere alcuni miei lavori. Cosa diresti di provare a far qualcosa assieme? Mettere insieme due linguaggi come quello fotografico e quello lirico, così diversi tra di loro ma pur sempre frutto di creatività e passione? Non è una cosa nuova, qualcuno lo ha fatto prima di noi ma perché non provare anche noi? Ognuno di noi in quel momento era impegnato in altre cose, Giorgio doveva pubblicare una sua raccolta in ottobre, io ero invece impegnato a finire una pubblicazione per novembre. E così abbiamo fatto passare l’estate fino a quando sono stato invitato al suo evento. Era il 12 ottobre e ci siamo reincontrati. Ti va di approfondire quella cosa di cui abbiamo parlato tempo fa?
Così nasce questo lavoro. Mi piace raccontarlo perché sono convinto che le cose non accadano mai per caso, è destino, il karma come dicono gl’indiani. Ci sono momenti della vita che non governi ma arrivano! E quando questi scorrono devi essere bravo ad individuarli, come quei treni che transitano, magari pieni di gente, e devi essere capace di salirci sopra perché non è detto che ripassino.Sono certo, che la cosa sia stata reciproca. Tale può essere la sorpresa e la curiosità insite in chi legge l’immagine fotografica da me proposta, ben diversa da qualunque convenzione. Chi segue chi? Questa è stata la domanda principale che ci si è posti. Una volta trovata la risposta è stato abbastanza semplice creare i contenuti.
Le immagini sono unite fra di loro in capitoli a loro volta legati da un filo conduttore introspettivo rappresentante dei temi che nella volontà degli autori verranno sviluppati e approfonditi in altre pubblicazioni successive in un lavoro molto ambizioso ed impegnativo. Ogni gruppo di immagini è anticipato o seguito da una poesia. E il gioco è fatto. Di per sé questo libro diventa un’antologia al contrario, una mappa per chi vorrà orientarsi in questo ambito secondo me, e lo dico con un certo orgoglio, prezioso. Per chi vorrà apprezzare.
Di certo non sarà un best seller! Parlando delle fotografie vertono molte discussioni sul fatto che queste possano ancora considerarsi tali. Taluni ritengono che queste immagini siano da catalogare come attività grafica piuttosto che fotografia nel senso letterale. Dal mio canto liquido la faccenda dicendo che la matrice è unica, tutte le immagini digitali provengono da un sensore di una macchina fotografica e per questo motivo, avendo la stessa paternità, devono considerarsi fotografie. Ma non è cosa importante in realtà. Le cose importanti invece sono i contenuti e le emozioni che le immagini devono trasmettere a chi le osserva. Le immagini vanno interpretate, anche le poesie van- no interpretate. Ogni persona che prenderà in mano questo lavoro darà la sua libera interpretazione e questo è lo scopo ultimo degli autori. La coniugazione del lavoro in se è diventato il banco di prova di due linguaggi a confronto molto diversi e molto complessi. Credo che alla fine il valore aggiunto di quest’opera sia la mancanza di regole vere e precise perché comunque il libro è la somma di due arti che non possono essere misurate, e questo è forse il motivo del titolo. Per fortuna".
Gabriele Rodriquez