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Tuesday
17
APR

Presentazione con l'autore alla Cro

18:30
23:00
Casa Rossa Occupata
Event organized by Casa Rossa Occupata

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MARTEDì ALLA CASA ROSSA:

APERICENA E PRESENTAZIONE CON L'AUTORE

* Martedì 17 Aprile: "Scrivere le cose stesse" di e con Salvatore Prinzi

* Martedì 24 Aprile: "Il treno contro la storia" di e con Gigi Roggero

* Martedì 8 Maggio: "Amore e rivoluzione" Margherita Zippata Grazioli

* Martedì 15 Maggio: "Non esiste la rivoluzione infelice" di e con Marcello Tarì

* Martedì 22 Maggio: " Economics and power" di e con Giulio Palermo


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" Scrivere le cose stesse"
Cos’è la scrittura? Qual è il suo rapporto con il pensiero? Come restituire le cose nella parola? E qual è il legame fra questa parola e la relazione con gli altri, l’agire collettivo? La filosofia ha sempre incontrato queste domande, ma le ha spesso aggirate, concependo il suo linguaggio come un semplice strumento, trasposizione di qualcosa già pensato e posseduto in modo chiaro e distinto.

Salvatore Prinzi (1982), dottore di ricerca in filosofia contemporanea alla Sorbona e successivamente in filosofia politica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, lavora presso l’Università di Napoli Federico II. Si è occupato di Machiavelli, Gramsci, Castoriadis, di marxismo e di fenomenologia, di Gabriel Tarde, di cui ha tradotto e curato diverse opere.

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"Il treno contro la storia"
Questo che avete tra le mani è un pamphlet, così si chiamano quegli scritti tagliati con l’accetta, dritti al punto e alla larga dai giri di parole, che si assumono il rischio della semplificazione perché presuppongono la complessità. Questo pamphlet si colloca lì dove l’azione modifica la teoria e la teoria direziona l’azione. Lì è lo spazio dei militanti politici.

Questo pamphlet ha per tema la crisi della militanza e la possibilità di trasformarla in occasione per un salto in avanti. La tesi di fondo è che da ciò che sta alle nostre spalle è impossibile copiare la risposte, quanto è altrettanto impossibile ignorare le domande. Lontani da nostalgie e false teleologie occorre riappropriarsi di ciò che concretamente ci serve per guardare oltre, per lottare contro il nostro tempo, per aggredire la Storia e ricominciare a sognare collettivamente.


Gigi Roggero (Casale Monferrato, 1973), conseguito, un dottorato di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza Politica dell’Università della Calabria. Ha pubblicato: La produzione del sapere vivo (Ombre corte, 2009), Intelligenze fuggitive (manifestolibri, 2005).

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"Amore e rivoluzione"
«L’essere esclusivi in amore, l’esigere “totalmente assorbiti” dall’amore, non può costituire l’ideale dei rapporti tra i sessi dal punto di vista dell’ideologia proletaria. Al contrario, lo scoprire che eros alato è multiforme e multicorde non produce nel proletariato né orrore né indignazione, come avviene per l’ipocrita morale borghese» – Aleksandra M. Kollontaj

Figlia di un generale zarista, Aleksandra M. Kollontaj è giovanissima quando, insieme al matrimonio, rifiuta la vita che la sua famiglia ha immaginato per lei. Si tratta del primo di un’infinita serie di atti di ribellione con i quali la Kollontaj – nemica giurata delle istituzioni patriarcali – coniuga la propria determinazione rivoluzionaria con la necessità di sconvolgere radicalmente quello schema di oppressione capace di riprodursi nel rapporto tra capitale e lavoro così come nel rapporto tra i generi. Oratrice di rara potenza, la Kollontaj, nel corso della sua vita, è ovunque il popolo sarà capace di organizzarsi per spezzare le catene che lo opprimono, a cominciare dalla Russia della sollevazione operaia e contadina, dove è tra gli artefici della Rivoluzione d’Ottobre e della costituzione bolscevica: uno dei primi testi capace di recepire le battaglie per i diritti delle donne, a cominciare dalle questioni del divorzio e dell’aborto. Con le sue “Idee di una comunista sessualmente emancipata”, Aleksandra M. Kollontaj rende in prima persona una testimonianza capace di proiettare nel futuro un nuovo concetto di amore e di lotta, di impegno rivoluzionario e irriducibile passione per la libertà.

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"non esiste la rivoluzione infelice"
A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, a fronte della crisi di civiltà che traversa il mondo, è ancora possibile pensare, e progettare, il comunismo? Sì, dice l’autore di questo libro, a condizione però di ripensare radicalmente la tradizione dei movimenti rivoluzionari che si sono succeduti nell’ultimo secolo.
E la prima domanda a base di questo ripensamento non è quella del come costituire giuridicamente un nuovo ordine delle cose, ma come destituire – a livello giuridico, etico ed esistenziale – il presente, questo nostro presente che si presenta come «un cubetto di ghiaccio nel quale è contenuto il passato che non passa e il futuro che non viene».

Questo testo si confronta da un lato con i momenti rivoluzionari vissuti negli ultimi anni – dall’insorgenza argentina del 2001 a Occupy Wall Street negli stati Uniti, dagli Indignados spagnoli alla rivolta contro la loi travail in Francia, dalla Val di Susa alle primavere arabe – cercando di afferrarne i contenuti inediti e dirompenti e, dall’altro, inserendosi lungo una discontinua e frammentaria linea teorica che corre da Walter Benjamin a Giorgio Agamben, cercando di mettere in luce il significato fecondo di una potenza destituente il cui nuovo motto è: «Chiamiamo comunismo il movimento reale che destituisce lo stato di cose presenti».

La guerra civile e l’amore, l’architettura bolscevica degli anni Venti e la spiritualità militante, i divenire rivoluzionari e la quotidianità, la solitudine e la festa, la felicità e l’assenza di speranza, sono tra gli indici di questa ricerca.

Marcello Tarì è ricercatore indipendente. Ha vissuto negli ultimi anni tra la Francia e l’Italia. È autore di numerosi saggi. Per DeriveApprodi ha pubblicato il suo ultimo libro, tradotto in più lingue, Il ghiaccio era sottile. Per una storia dell’autonomia.

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"Economics and power"
In the economic debate, power is defined and studied mainly as an interpersonal relation occurring out of perfect competition. This is a consequence of the combination of methodological individualism and the assumption of competition as a natural and everlasting coordinating mechanism, operating without any sort of coercion. This methodology, however, is not adequate to analyze the forms of social coercion that characterize capitalism.

Giulio Palermo:
Sono un compagno, ma sono anche un economista, e questa è la mia più grande contraddizione. Gli esperti di economia, infatti, il sistema lo prendono per dato, non lo criticano e non si interrogano certo su come affossarlo.

La seconda contraddizione è che sono pure un ricercatore universitario e in genere i compagni - quelli che lottano, non quelli che contano i peli del culo di Marx - all'università o non ci entrano proprio o ne escono malconci. Io invece, seppure malconcio, resisto.

Infine, sono marxista e credo nel socialismo scientifico, ma il mio cuore batte un tempo punk-hardcore. E per chi non lo sapesse, quando i comunisti fanno i punk è un po' come quando gli anarchici si occupano di economia.

Insomma, sono il prodotto di un esperimento di sociologia politica mal riuscito. Eppure resto convinto che sia il mondo ad essere contraddittorio, non io.

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