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Saturday
21
APR

I Labirinti Interiori: suoni, voce e parola

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Esiste un filo sottile tra il suono che viene da fuori, la voce che nasce da dentro e la parola che unisce questi due momenti: il suono è "domanda" che viene dall'altro, fosse questo persona o ambiente in generale, la voce è "risposta" a questa domanda e viene da ciascuno di noi... poi vi è la parola che, definendo lo spazio d'incontro, sta tra noi e l'altro come narrazione, come storia, come vicenda personale che continuamente si racconta e racconta...
Partire dal suono significa aprire le orecchie ed il cuore a ciò che viene da quell'ambiente intimo che ci ha forgiati. Significa comprendere da cosa (e da chi) siamo stati chiamati, riconosciuti, desiderati. Significa andare oltre le apparenze e affinare l'intuizione che porta oltre le cose. Dal suono alla mia voce: lavorae sulla libertà d'esposizione potrebbe significare un'ampliamento delle mie possibilità nella relazione con il mio ambientre, coi mie affettio, con tutto ciò che mi "ha voluto" o, semmai, che "non mi ha voluto". Significa aprire una breccia in quella storia perconale che diventa occasione, incontro, scelta. E poi "Parola" perchè non c'è suono e voce che non diventino significato di qualcosa. Almeno per noi. Indagare, sostare in questo campo significa imparare che le copse hanno un nome per ciacuno di noi e che questo nome ci insegna a riconoscerci. E, chissà, magari ad amarci.