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Ilegitim

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CineTeatro Baretti
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Martedì 27 marzo 2018, ore 21
Sabato 31 marzo 2018, ore 18
ILEGITIM
Regia di Adrian Sitaru
[Romania, Polonia, Francia • 2016 • 92']

In versione originale sottotitolata in italiano

Sitaru gira una pellicola appassionante e provocatoria su una famiglia divisa dal tema dell’aborto. Straordinario il ribaltamento delle prospettive.

Se non si tratta di un capolavoro, poco ci manca. Ilegitim, diretto da Adrian Sitaru, è stato presentato nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival 34 ed è distribuito nelle sale cinematografiche dal 22 marzo 2018 grazie a LAB80. Il giovane regista romeno confeziona un dramma familiare decisamente coraggioso, basato su temi delicati e dopo il quale lo spettatore non può sottrarsi alla riflessione.

Durante un normale pranzo di famiglia scoppia il caos tra Victor Anghelescu, vedovo da un anno e mezzo, e i suoi quattro figli (Sasha, Romeo, Cosma e Gilda), al tavolo con i propri compagni. Il casus belli è il fatto che l’uomo durante il regime di Ceaușescu abbia impedito a diverse donne di abortire, tanto per convinzioni personali e religiose quanto per motivi legali – in quegli anni venne infatti messa al bando qualsiasi forma di contraccettivo e aborto in sostegno dell’incremento del tasso di natalità. Nasce così una lite furiosa che porta a una violenta spaccatura tra le parti, con la sola Gilda a cercare di calmare le acque. Tutto verrà rimesso in discussione però da una scioccante rivelazione, che porterà ogni protagonista a rivedere la propria posizione nel momento in cui l’oggetto del contendere non sarà più un’ipotesi scolastica ma riguarderà il futuro di un membro del nucleo familiare e della famiglia stessa.

Quello girato da Sitaru è un film decisamente interessante e provocatorio, che presenta una vastità di temi, come spesso abbiamo visto fare al cinema romeno. L’aborto è il principale, con il regista che decide sì di trattare apertamente un tema così scottante, ma lo fa in modo imparziale e con l’obiettivo di coinvolgere lo spettatore fino a portarlo a prendere una posizione. Il percorso intrapreso della pellicola è quello della trasposizione di una questione etica dal piano dell’astratto a quello del particolare, in cui i temi della morale, della religione e della legalità emergono come conseguenza della premessa iniziale: i protagonisti sono fatti portavoce di posizioni contrastanti, senza prevaricazioni ma con ideologie ben esposte.

Nonostante una scelta registica di basso profilo (la camera funge da testimonianza silenziosa), è difficile trovare dei difetti in Ilegitim, capolavoro corale con una sceneggiatura straordinariamente fluida: i personaggi sono ritagliati sulla pelle degli attori, con uno straordinario Victor, interpretato dall’esperto Adrian Titieni (protagonista in Un Padre, Una Figlia di Cristian Mungiu), ed una sorprendente Alina Grigore nei panni di Sasha. I dialoghi tra i protagonisti sono intensi, a volte un po’ troppo lunghi ma comunque ben costruiti a livello psicologico. E, per alleggerire un po’ la pressione, non mancano anche momenti ironici: cosa volere di più?
Sitaru alza dunque sempre di più l’asticella e presenta una pellicola ottima, in seguito alla quale lo spettatore non può non porsi delle domande su argomenti ancora tabù in una società tradizionalista come quella romena, costruendo una propria esperienza negli ottantotto minuti di durata attraverso la ricomposizione dei pezzi ritagliati dal talentuoso regista.

Ilegitim è un film fatto con pochi, pochissimi soldi (si parla di un budget di poco superiore ai 50.000 euro), ma con tanto coraggio. Nonostante i progressi in tema di diritti sociali e la lenta ma inesorabile apertura mentale della popolazione umana, ancora oggi è difficile parlare apertamente di temi scottanti come l’aborto e l’incesto, che in questo caso vengono addirittura trattati nella stessa pellicola.
Adrian Sitaru sfrutta abilmente l’esiguo budget a disposizione affiancando attori poco più che debuttanti ad altri di profilo ben più alto. La scelta del regista di fare rimanere nel personaggio i vari attori per 24 ore su 24 nel corso delle due settimane di riprese ha così dato i suoi frutti, permettendo anche agli interpreti meno espressivi di dare il proprio meglio.
Un film delicato ma deciso, che dimostra una volta di più come sia possibile sopperire alla mancanza di denaro con progetti seri e arditi.


Note di regia
Girato in sole due settimane e con un solo ciak per ogni scena. Quest’idea è venuta dal fatto che volevo un film in stile documentario e un surplus di realismo. Ho capito che il film documentario di osservazione e, per estensione, la nostra vita, contengono due elementi importanti che ho voluto catturare: non c’è mai la possibilità di un secondo “ciak” (se decidessimo di darci quest’opportunità non “reciteremmo” nello stesso modo o risulteremmo finti). Ogni giorno ci poniamo piccoli obiettivi e creiamo sceneggiature per far sì che si realizzino, ma a prescindere dal numero di sceneggiature, la vita interviene con le sue sorprese e iniziamo ad improvvisare, a comportarci di conseguenza, al fine di raggiungere tali obiettivi. Ciò mi ha stimolato e posso onestamente dire che non mi sono sentito limitato lavorando in questo modo. Ho lasciato che la vita e gli attori lavorassero per me.

Adrian Sitaru nasce nel 1971 a Deva, in Romania. Vive e lavora a Bucharest. Nel 2007 il cortometraggio Waves gli ha portato il Golden Leopard of Tomorrow al Festival del Cinema di Locarno. Il suo lungometraggio d’esordio, Hooked, presentato in anteprima a Venezia nel 2008, lo ha consacrato come nuova voce del cinema rumeno nella Romania post-comunista. Da quel momento i suoi film hanno ottenuto riconoscimenti in festival come Sundance, Berlino, Chicago, Locarno e Sarajevo. Il suo ultimo lungometraggio, Illegitimate, presentato alla Berlinale 2016, ha vinto il CICAE Cinema Award.

Prezzo dei biglietti:
intero 4€ - ridotto (-25/+65) 3€ - aiace 3,50€

Traile e info:
http://www.cineteatrobaretti.it/cineclub/index30.htm#ilegitim