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Saturday
21
APR

Inaugurazione il Ponte degli abbracci

17:00
19:00
Cooperativa Ruah
Event organized by Cooperativa Ruah

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UN PONTE DEGLI ABBRACCI DEDICATO A GUEYE EL HADJI MOR ROKHY

Per noi e per tutti era semplicemente Rokhy. Lo abbiamo salutato il 26 Dicembre 2004 con un suo scritto: “Gli immigrati hanno un sogno in comune: quello di essere considerati prima di tutto come persone, di essere giudicati per quello che sono e non per quello che una certa stampa vuole che siano. Essi sognano di poter condividere ciò che hanno di meglio, di essere accompagnati nella loro marcia verso l’integrazione positiva delle differenze che si compongono per uno sviluppo duraturo ed equo, per una loro piena crescita”.

Entrando nella segreteria della scuola di italiano della Cooperativa Ruah ti trovi davanti un faccione nero sorridente e ti chiedi come mai con tutti gli africani che ci sono al Patronato S.Vincenzo perché proprio lui, perché la scuola di italiano porta il suo nome.
Rokhy passando da Parigi, è arrivato ad Adrara e poi alla Cooperativa Ruah, non aveva lavoro, faceva il vu cumprà. Noi l’abbiamo mandato al Triciclo ma presto abbiamo capito che non era il suo ruolo.

Cantastorie, gigante buono, mediatore culturale, insegnante del dialogo. Dalla scuola materna alle superiori raccontava della sua Africa, all’università il valore delle culture e la fortuna dell’immigrazione che porta a incontrare altri mondi, a entrare a far parte di una storia che qualcuno prima di noi ha pensato, costruito e abitato.

Noi organizzavamo delle serate musicali africane, Rokhy ha portato a Bergamo Youssoun N’Dour.

Noi cercavamo disperatamente volontari per la scuola di italiano, Rokhy per due anni ha portato in Senegal più di 30 giovani.
Per dei progetti di cooperazione ha accompagnato a Dakar il Presidente della Provincia, un assessore del Comune di Bergamo e alcuni insegnanti dell’università.

Con il C.S.I. e i dirigenti dell’Atalanta aveva proposto un corso per gli allenatori per l’inserimento dei ragazzi immigrati nelle squadre di calcio, fu promotore di Bergamondo.

Ogni due anni organizzava un convegno per tutti i senegalesi della sua regione, presenti in Italia, un anno con la presenza del Presidente della Repubblica Senegalese.

Oggi sicuramente non sarebbe alla Cooperativa Ruah, ma una figura rappresentativa del Governo Senegalese, insieme comunque avremmo dato vita a diversi progetti di cooperazione internazionale, partendo proprio dalla scuola, perché la formazione dei giovani passa solo attraverso lo studio e la conoscenza della realtà in cui vivi.

Ripeteva spesso che il suo sogno era di arrivare alla nostra esperienza migratoria, come voi siete riusciti a fermare l’emigrazione, anche in Senegal dobbiamo fare altrettanto.

Rokhy è sempre qui con noi, con la sua testimonianza, con i suoi consigli e ci ricorda di aprirci all’accoglienza, l’esclusione non aiuta a crescere perchè il cammino della nostra vita passa attraverso la valorizzazione dell’altro.

Con il "Ponte degli abbracci" dedicato a Rokhy vogliamo anche ricordare tutti gli ospiti che abbiamo accolto alla nostra Comunità e che in questi anni ci hanno lasciato.

Giulio Baroni
Presidente Comunità Immigrati Ruah