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Wednesday
04
APR

Sulla lavagna di Crossquare Paola Zorzi

18:00
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Crossquare
Event organized by Crossquare

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CROSSQUARE
in collaborazione con l’Associazione Zero gravità Villa Cernigliaro per arti e culture, presenta
SULLA LAVAGNA DI CROSSQUARE: PAOLA ZORZI
“NATURA MORTA: USTICA 1980”

Crossquare
Cittadellarte Fondazione Pistoletto
via Serralunga 27, Biella

presentazione a cura dell’artista
mercoledì 4 aprile 2018, ore 18
ingresso libero

Arte e focus emergenti per l’artista Paola Zorzi su di un insolito medium: un muro dipinto di lavagna al nuovo locale Crossquare, nella piazza di Cittadellarte, caffè ristorante cocktail bar, luogo multifunzionale e aperto, dove mangiare è soltanto una delle attività, in un ambiente che aggrega per tradizione artisti e autori internazionali, studenti e differenti fasce di cittadinanza.
Un micro-incontro culturale in uno spazio-tempo ludico ci trasmette nuove ispirazioni per dialogare al di là della “propria porta di casa”.

"Natura morta: Ustica 1980"
Una serie di punti insistono su rette sottese che tracciano traiettorie vettorialmente orientate.
Una composizione in cui percettivamente l'unità visiva data dalla continuità orientata dei punti viene perturbata dall'intersecarsi di due o più traiettorie.
In quel particolare contesto la complessità unita all'attrazione visiva implicita ai punti crea un'illusione apparente di caos mentre al contrario tutti i punti continuano ad insistere su di una ipotetica retta. Già negli anni Novanta mi trovavo a riflettere su questi fenomeni percettivi che avevo collegato alla complessità data, ad esempio, da persone che si trovano a camminare in un luogo pubblico come una piazza o una stazione ferroviaria. Tutto in alcuni punti appare caotico eppure molte di quelle persone non camminano a caso ma in una precisa direzione.
Ma l'Italia, è anche il paese dei misteri irrisolti e uno di questi per decenni lo abbiamo visto scorrere parallelamente alle nostre vite: un ipotetico scenario di guerra non dichiarata in cui, nel 1980'81 cittadini innocenti hanno perso la vita, ignari di quanto stesse succedendo nei cieli che stavano attraversando a bordo di un aeromobile DC 9 commerciale in volo da Bologna a Palermo.

L'ipotesi più accreditata delle cause del disastro che ha visto l'aereo di linea schiantarsi nei pressi di Ustica, da cui quella che molti media hanno denominato "La strage di Ustica", è che
l'aereo sia stato colpito da un razzo nel bel mezzo di un'azione di polizia internazionale anche accusata come guerra non dichiarata.
Una vicenda che si è trascinata per decenni tra falsificazione di documenti, abusi d'ufficio, favoreggiamenti, accuse di alto tradimento e ostacolo alle indagini governative sull'incidente.
Negate anche informazioni sul traffico aereo al momento del disastro da parte del personale dell'aeronautica e di alti gradi dell'esercito. E mentre nel 2013 il tribunale penale italiano sentenziava che c'erano prove "in abbondanza" che il volo era stato abbattuto da un "missile vagante", tutte le condanne ad personam erano nel frattempo cadute in prescrizione.

Negli anni Novanta, in relazione a questo disastro, nei telegiornali capitava di veder scorrere le immagini di radar che intercettavano visivamente il volo degli aerei nei loro monitor. Fu in una di quelle occasioni che ancor prima che fosse decretata la causa dell'incidente mi trovai a ipotizzare che due traiettorie probabilmente potevano essere state confuse e che quindi gli
ignari passeggeri di un volo di linea partito con circa un'ora di ritardo potevano essere stati coinvolti in un assurdo scenario di guerra le cui traiettorie erano suscettibili di errore.
Passeggeri civili a quel punto ridotti a meri obiettivi colpiti infine al posto di altri ancora a noinon del tutto noti (anche se erano state avanzate ipotesi su possibili veivoli libici).

Questa vicenda, comunque siano andate le cose, resta qualcosa di inaccettabile che ancora oggi fa riflettere. E, viste tutte le assurdità e reticenze che questo fatto ha evidenziato, questo lavoro è dedicato alla memoria ma soprattutto alle vittime del tutto ignare di quel disastro.

P.s.
Non sarebbe del resto così assurdo pensare che l'Italia in seguito alla sconfitta della seconda guerra mondiale abbia vissuto una condizione di sudditanza nei confronti dei paesi vincitori. Sarebbe però utile sapere in che forme questa sudditanza si sia concretizzata anche per poter ancora una volta ringraziare (naturalmente sto ironizzando) le destre e il fascismo per il precipizio in cui ci ha fatto cadere per più di mezzo secolo. Anche in considerazione della presenza in Italia di una destra poco incline all'autocritica ma al contrario da un lato sempre pronta a vantare inezie e formalismi del periodo fascista e dall'altro a schierarsi col potente di turno.

Venue

Crossquare