We use cookies to personalise content and ads, to provide social media features and to analyse our traffic. Read more…
Thursday
05
APR

Giulio Cantore showcase@FICO Eataly World Bologna

19:30
21:00
Fonoprint
Event organized by Fonoprint

Get Directions

Category
#var:page_name# cover

Giovedì 5 aprile 2018
ore 19.30
Bologna, FICO Eataly World, Fonoprint Arena
Giulio Cantore
Showcase e intervista a cura di Pierfrancesco Pacoda
Evento a cura di Fonoprint
In collaborazione con Bajun Records

"E questo, da dov’è sbarcato? Un suono tropicalista di legni e di corde, Brasile e Africa cocco, Andalusia e Murgia, berimbao bansuri e doudouk e soprattutto strumenti fatti in casa. Cantore di mestiere fa il liutaio e qui raccoglie un assortimento di chitarre, come i detriti sul bagnasciuga di cui (in dialetto riminese che sembra carioca) parla il titolo: Almadira. Canzoni con un sole nel cuore…" (Internazionale, Pier Andrea Canei)

"Salta all’occhio fin dal primo ascolto che le forme delle musiche confluite nell’album vadano oltre la scrittura e derivino dalla compresenza di più elementi. I quali riescono a generare una profondità straordinaria a ogni passo, a ogni accordo, a ogni incastro... La delicatezza di ogni strumento è straordinaria e, anche quando convivono prospettive formalmente anche distanti (la morbidezza della chitarra classica, la compostezza della baritono, la sicurezza graffiante della weissborn), il risultato è molto piacevole. Ogni brano porta con sé una dimensione concreta insieme a qualcosa di etereo, evocato con suoni soffusi oppure stranianti..." (Blogfoolk, Daniele Cestellini)

"Il virtuosismo della chitarra non si lascia adulare dall’estetica, ma diventa la voce sconfinata di uno degli strumenti più immediati e istintivi. La consapevolezza completa della chitarra e delle sue potenzialità permette a Cantore di attraversare le poliedriche
declinazioni delle corde. Le vibrazioni della chitarra si accordano con l’idea di un mare messaggero di storie e saggio miscelatore di culture" (Il Popolo del Blues, Laura Tabegna)

Giulio Cantore, musicista e liutaio, appassionato di chitarre dalla costruzione all’esecuzione e del processo creativo che scaturisce, pensa al disco partendo dal laboratorio, costruendosi gli strumenti di cui necessitano le sonorità dei brani.
Per l'album "Derive" (Bajun Records, 2017), nello specifico, suona strumenti costruiti negli ultimi due anni: chitarra flamenca, Weissenborn (o chitarra Hawaiiana), una chitarra acustica baritona, un cavaquinho portoghese, una chitarra soprano.
È molto presente uno stile flamenco, che cerca punti di unione con brani di altra estrazione che si ispirano ad artisti molto differenti tra loro, come Ben Harper, Arto Tuncbojacjan, Enrique Morente, Bevano est, Mario Salvi.
All’ascolto Derive è un disco tematico, con molte allusioni al mondo del mare e unitario nel susseguirsi delle tracce, con tutti i brani uniti tra loro, come a comporre i capitoli di un unico racconto, come descrizioni di un unico panorama.

Giulio Cantore ha suonato con gli Ossanema, i Bevano Est, gli Spartiti per Scutari, i Siman tov, la compagnia di flamenco di Mahou de Castilla e Diana Gonzales.
Oggi porta in Italia e all'estero le sue canzoni, unendo al cantautorato il flamenco e i ritmi africani.
Giulio Cantore si ispira alle musiche popolari, non per la loro territorialità, ma per quello che le accomuna: l’esigenza di trasporre in musica e parole una cultura fatta di piccoli vissuti e oggetti quotidiani. I testi trattano di esperienze di vita quotidiane (più rurali che urbane), in modo profondo, autoironico e semiserio.