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Thursday
12
APR

Un film da leggere

20:30
22:30
Hamletica libri
Event organized by Hamletica libri

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Giovedì 12 aprile vi sarà il secondo appuntamento della rassegna "Un film da leggere" con la proiezione alle ore 20.30 del film “Mattatoio 5” (USA, 1972, 104’) tratto dall'omonimo romanzo di Kurt Vonnegut (1969). La storia utilizza la fantascienza per costruire un'opera contro la guerra e ogni tipo di violenza. Entrambi, regista e scrittore, erano reduci della seconda guerra mondiale.

Il film vinse il premio della giuria al 25º Festival di Cannes per il miglior film di fantascienza, ed è anche ricordato per la memorabile colonna sonora, musiche di Bach eseguite da Glenn Gould.

"... Non si racconta l’orrore con l’orrore, disse Vonnegut, lo si racconta mostrandone l’imbecillità che ne è la matrice.
I romanzi di Vonnegut sanno di libera conferenza, di cicalata da entertainer (per questo si citano Twain e Dickens, ma anche i fratelli Marx) e sono pieni di gag come i cortometraggi, amatissimi da Vonnegut, di Ollio e Stanlio con la loro “divina stupidità”, saltano di palo in frasca, chiamano in causa il lettore, citano, piangono e canticchiano, ma hanno al fondo un filo rosso solidissimo che riesce sempre a tenerli insieme, che in Mattatoio n. 5 è il bombardamento alleato su Dresda, una delle più belle città europee.
Dresda fu rasa al suolo nel febbraio del 1945 allo scopo di demoralizzare la popolazione tedesca (lo volle Churchill, con l’accordo degli alleati Stalin e Roosevelt), e vi furono – ma la disputa sul numero è ancora aperta – tanti morti quanto a Hiroshima. Vonnegut era lì, a Dresda, e fu quello l’avvenimento più importante della sua vita, che lo ha segnato per sempre. Era un prigioniero di guerra americano costretto a lavorare per il Reich nelle grotte sotto un mattatoio, e grazie a questo fu uno dei sopravvissuti.
Il sottotitolo del romanzo è “La crociata dei bambini”: ogni guerra è un’orrenda crociata di bambini, mandati a morire per interessi adulti, ci dice Vonnegut. Il protagonista del romanzo, alter ego dell’autore, si chiama Billy Pilgrim, oculista. Pilgrim, come il pellegrino, come gli “ognuno” delle rappresentazioni medioevali. Grazie all’esperienza di Dresda, Billy può attraversare il tempo, tutto è compresente nella sua vita di dopo, il passato e il futuro e una terza dimensione, quella di Tralfamadore, il pianeta dove è catturato e osservato – in compagnia di una bella fanciulla – da extraterrestri curiosi di capire come agiscono gli uomini.
Trasporre tutto questo in un film non era facile, e George Roy Hill non è Stanley Kubrick, Robert Altman o Arthur Penn, più adatti di lui a questa impresa superiore alle sue forze. Eppure i suoi film migliori, dei tanti che ha fatto, sono proprio quelli in sintonia con la controcultura, girati alla svolta tra anni sessanta e settanta: Butch Cassidy, La stangata e Mattatoio 5, film giovanilmente brillanti e movimentati, di ambizioni anticonformiste...
La sceneggiatura di Stephen Geller è al servizio dello spettatore, e lo aiuta a muoversi tra i diversi piani narrativi per fargli capire trama e senso senza dover troppo faticare...
Un merito grande del film è, infine, di invogliare a rileggere il romanzo, veloce tenero feroce. E in generale a rileggere Vonnegut."