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Sunday
15
APR

Giobbe / Live al Kestè

22:00
01:00
Kestè
Event organized by Kestè

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E i viaggi al Kestè non si fermano!
Questa volta è il turno di Giobbe, che con il suo mix di folk/rock e alternative/indie ci farà viaggiare
attraverso ricordi e luoghi del suo percorso.
Ti aspettiamo!

Bio:
Sono nato a Napoli e cresciuto a Capua, in provincia di Caserta, in una famiglia semplice, nella realtà
felice di un grande parco di periferia. A casa si ascoltavano parecchio i Beatles e tanta musica
internazionale con le belle melodie.
Mio fratello studiava chitarra, io giocavo a calcio e basta! Poi andai ad una prova del suo gruppo, e
vedendo quei ragazzi sudati e stanchi, stipati in una saletta con qualche amico ad assistere, che cercavano
in tutti i modi di fare meglio, di suonare come si deve, mi sono detto: ”voglio far parte di tutto questo
anche io”. Non sapevo suonare, strimpellavo solo la chitarra, ma mai in pubblico. Quindi l' unico modo
per fare musica era CANTARE. Mi era sempre piaciuto, sin da bambino in macchina con babbo.
Nel 2000 inizio a suonare con un gruppo. Ci chiamavamo “Sir Psycho Sexy” all’inizio. Poi siamo
diventati gli “Sleeping Beauty”, ed abbiamo suonato per circa 8 anni, autoproducendo i nostri dischi, e
gettando le basi per quella che è stata da sempre la mia “politica” nell’approccio alla musica: fare musica
propria, autoprodurla facendo concerti in giro per alimentare un fondo cassa comune, in vista delle
produzioni successive. E cercando di farlo con persone che la pensano allo stesso modo.
Con Sleeping Beauty abbiamo fatto tanti concerti, tantissime prove in sala, tanta ricerca. Abbiamo anche
partecipato a bei festival, aprendo concerti a gruppi molto più avanti di noi (MEGANOIDI - del periodo
toollico - GIARDINI DI MIRO’, A TOYS ORCHESTRA e altri che sicuramente dimentico). Furono bei
momenti in cui cresci, ti confronti e impari.
Sciolti gli Sleeping Beauty, inizio con THE DISAPPEARING ONE, con cui dal 2008 abbiamo ripreso e
registrato in studio delle canzoni che avevo realizzato da solo in cameretta, con la passione per le chitarre
e l’home recording che nel frattempo avevano preso piede. Ho sempre scritto i miei testi in inglese. Sono
laureato in lingue e letterature straniere, inglese e spagnolo, ho fatto l’erasmus a Liverpool, ma non
perchè sia un maniaco dei Beatles. Era semplicemente la meta più economica. Come The Disappearing
One abbiamo suonato tantissimo, autoproducendo tutti i nostri dischi e aprendo a gruppi come
PERTURBAZIONE, THE NIRO (con cui poi abbiamo realizzato un duetto nel terzo disco), BENVEGNU’,
MALFUNK, PLAN DE FUGA e altri.
Intanto, parallelamente, ho preso parte ad altri progetti:
OLD SUNS OF A BITCH (2010) con The Huge e Marco Normando. Musica palleggiata a distanza, via
internet, e registrata in casa;
SADNESS IS A FAR AWAY GUITARIST (2011) con tre dei disappearing, in un periodo in cui il nostro
chitarrista era in America per ricerca;
THIS IS NOT A BROTHEL (2014) gruppo combo con altri 4 musicisti casertani. Tra cui Dino Cuccaro
Ad un certo punto, però, ho avuto voglia di fare un disco tutto mio, finalmente presentandomi con il mio
vero nome. Cognome in verità, per quanto spesso mi chiedano se GIOBBE sia il nome o il cognome.
Non saprei cosa altro aggiungere. Ascolto musica da sempre, tutti i giorni, e i miei riferimenti sono tanti,
alcuni più forti altri meno, pur avendo sempre provato a fare musica a modo mio, facendo i conti con i
miei limiti di musicista autodidatta. Glen Hansard e una certa scena Irlandese (Mic Christopher, Damien
Rice e Emmett Tinley su tutti), caratterizzata dalla fortissima componente umana e dall’approccio
genuino, vero, alla musica. Ma ascolto davvero di tutto, principalmente musica che mi sembri vera (so
che sembra retorica, ma è così). Jeff Buckley, Band of Horses, Dallas Green, Primi Starsailor, Primi

Coldplay, Mark Kozelek, Broken Social Scene, Kevin Drew, Sun Kil Moon ma anche TOOL, Pearl Jam,
Soundgarden, Interpol, Elbow. Molta ma molta musica anni 90, di cui sposo pienamente l’approccio.
Forse potrei dire qualcosa sul disco.
Si chiama "About Places". Si tratta di canzoni ispirate da luoghi che ho abitato, vissuto, amato e odiato.
Ovviamente in quei luoghi spesso non ero solo, e quindi parlerà anche di rapporti, persone, speranze e
paure. Hanno suonato con me degli amici fraterni, con cui ho condiviso tanti “luoghi”, in primis quelli
pieni di musica, come le sale prove, o i palchi, o i concerti che abbiamo visto insieme. Oltre a tanti altri.
Dino Cuccaro (batteria), Marco Normando (basso), Gianluca Plomitallo (piani), Gianluca D'Alessio
(violoncello), Ferdinando Ghidelli (pedal steel guitar) e Francesco Tedesco(chitarre elettriche), oltre che
responsabile principale del "suono" di questo disco, in qualità di co-produttore con la sua etichetta
indipendente "I Make Records" ed anche di fonico ed ingegnere del suono.
E’ il mio disco solista d’esordio, e sono contento di non essere solo, sia come gruppo che come coproduttore ed etichetta, sentendo meno paura in questa mia prima volta.

Venue

Kestè