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Saturday
14
APR

Noise-dive: Unruly Girls [Visual+Concert & VideoMusicSet]

22:00
02:00
Kinetta spazio Labus
Event organized by Kinetta spazio Labus

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NOISE - dive // Un mare di rumore
La musica è come una strada liquida su cui viaggiare verso mete ignote.
La musica è una visione rumorosa, un picco di paura prima di tuffarsi.
Partiremo dai nostri sicuri porti di silenzio e, attraverso i suoni degli Unruly Girls e le immagini proiettate ovunque nello spazio Labus, interromperemo i programmi tv e le visioni noiose. Per riscoprire il disturbo televisivo come una confusione sexy. Per tornare a far scorrere nelle vene un mare di rumore.

"Unruly Girls è il moniker che fa capo al duo Luca Zotti e Luigi Limongelli, artisti provenienti da esperienze diverse (la band psych-pop Sweet Jane And Claire per l'uno e l'elettronica dei Two Opposites per l'altro) ma chiaramente uniti dalla comune passione e soprattutto dallo stesso desiderio espressivo. Da questi distanti punti di riferimento e vicini punti d'arrivo nasce la poliedricità del sound targato Unruly Girls, che è solo parte di una globalità artistica in cui dobbiamo inserire l'estetica fotografica e cinematografica che trasuda dalle opere dei due di Benevento.
L'album d'esordio "Cruel Tales", registrato e mixato nello studio privato di Limongelli, è un facinoroso e sferzante misto di industrial e soprattutto synth-punk che a tratti quasi richiama certi Suicide, così come Fad Gadget o lo stesso Alan Vega solista degli Ottanta - il tutto confezionato con uno spirito pop che rende le tredici canzoni suadenti e disturbanti allo stesso tempo, come una violenta scopata a pagamento.
Tanti anni Ottanta, quindi, nelle drum machine e nei sintetizzatori fuori controllo, ma anche tanta propensione a un suono moderno e in cerca di nuovi riferimenti grazie alle chitarre distorte, a quel modo particolare di suonare rumorosi ma non sgradevoli anche attraverso campionamenti di film e una continua ricerca della melodia che suona come una furibonda rincorsa."
OndaRock
Ed è in questo modo fluido ma non allineato che l'ascolto scorre come una pellicola a metà tra un Cronenberg (quello di "Videodrome" del 1983 o "Crash" del 1996, per intenderci) e un Tarantino con le sue continue e intrecciate citazioni. Elettronica che non è semplicemente tale, ma si esibisce come qualcosa di più interessante proprio per la varietà estrinseca che va oltre la banale rilettura di stilemi passati, arrivando a una commistione di elementi e varie influenze con una propria identità circondata da un passo cinematografico e da un clima che è insieme vintage e avveniristico.
I cliché del pop sono trattati con sensibilità oscura, con reiterazioni lisergiche, bassi vibranti e synth grezzi, che invitano e allontanano dal dancefloor.
Un esordio di assoluto valore, che aggiunge tanto alla non troppo entusiasmante scena italiana di genere e che si pone come un punto di partenza eccellente per gli stessi Unruly Girls, già capaci di costruirsi una precisa individualità sonora e d'immagine. Un lavoro non certo perfetto, sia nella resa sia nella composizione, che sarebbe potuto essere ancor più ammiccante e invogliante nell'immediato ma che lascia anche per questo tantissime porte aperte per un futuro inevitabilmente radioso.