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Thursday
19
APR

L'algebra delle lampade, di Paolo Tarsi

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L’algebra delle lampade
Musica colta da culture incolte
un libro di Paolo Tarsi
(Ventura edizioni)

L'autore ne parla con Alberto Ronchi

Nel 1967 i Beatles si recano presso il parco della Knole House, residenza in stile Tudor della seconda metà del XV secolo, per girare due video: Strawberry Fields Forever e Penny Lane. Situata nella contea del Kent, questa calendar house si compone di 365 stanze, 52 corridoi (come i giorni e le settimane dell’anno) e 7 cortili (come i giorni della settimana), struttura riproposta in quest’opera. Motivo per cui nella prima parte del libro sono racchiuse 52 schede dedicate a dischi di musica colta contemporanea (ma non solo), mentre la seconda comprende una serie di 7 interviste – ampliate da 2 bonus tracks finali – ad artisti provenienti dal progressive, dal krautrock, dalla new wave, dalla drone music, dal nu jazz e dall’hip hop. Segue, infine, un lunario di 365 dischi dedicato non solo a composizioni colte, ma anche ad album rock, jazz, fusion, all’elettronica, all’ambient e alle colonne sonore in un prezioso almanacco musicale volto a sottolineare l’influenza esercitata dalle avanguardie colte sui linguaggi pop.

Paolo Tarsi è nato nel 1984 e vive tra Senigallia e Genova. Autore di musica elettronica e cameristica, scrive per il teatro e la video-arte lavorando regolarmente con gallerie e musei d’arte contemporanea. Specializzatosi nella composizione con il premio Oscar Luis Bacalov, collabora con musicisti provenienti da formazioni jazz e rock. Parallelamente ha svolto attività di critico musicale per numerose riviste – tra cui “Il giornale della musica”, “Alfabeta 2”, “Artribune” – e ha curato la rassegna di musica e arte contemporanea Contemporary Jukebox.

Laureato in Filosofia, Alberto Ronchi è stato tra i fondatori del Circolo cinematografico Louise Brooks e di Ferrara sotto le stelle, entrambi ancora in attività. Ha una lunga esperienza amministrativa, prima come consigliere d’opposizione e poi come Assessore alla Cultura, a Ferrara, alla Regione Emilia Romagna e infine a Bologna. Indipendente, ha interrotto il proprio rapporto con l’Amministrazione di Bologna dopo essersi opposto allo sgombero del Centro Culturale Atlantide, con cui stava positivamente dialogando da un anno.