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Sunday
15
APR

Camera con vista: la lirica italiana da salotto tra 800 e 900

18:00
21:00
MantovaMusica
Event organized by MantovaMusica

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Cristina Pastorello, soprano
Andrea Zaniboni, pianoforte

CAMERA CON VISTA
Conferenza/concerto

Domenica 15 aprile 2018
Palazzo d'Arco | ore 18.00

Rassegna: Società della musica
Abbonamenti: Società della musica | MantovaMusica
Biglietti: disponibili presso la sede di MantovaMusica e presso Palazzo D'Arco prima del concerto

* PROGRAMMA *

A. Finzi (1897 - 1945)
Barque d'or
Rondini
Serenata

G. Puccini (1858 - 1924)
Ad una morta
Terra e mare
Storiella d'amore

A. Ponchielli (1834 - 1886)
Noi leggevamo insieme

F.P. Tosti (1846 - 1916)
Aprile
L'alba separa dalla luce l'ombra

R. Zandonai (1883 - 1944)
Ultima rosa
Serenata
La Cinquecento e nove

O. Respighi (1879 - 1936)
Invito alla danza
Pioggia
Sopra un'aria antica

* Camera con vista: la lirica italiana da salotto tra Otto e Novecento *

In Italia, lontani dalla tradizione liederistica tedesca, qual è la posizione e la dimensione della produzione vocale cameristica destinata alla ristretta fruizione dei salotti borghesi? Dato il substrato culturale così intimamente legato all'opera lirica, le sue caratteristiche sono tutte particolari, essendo in alcuni brani evidente l'ispirazione melodica di conio melodrammatico. Soprattutto nelle composizioni in stile tipicamente ottocentesco di Puccini e di Ponchielli, ( qui a confronto in un brano con lo stesso notevole testo, tratto dal canto V dell'Inferno dantesco dedicato a Paolo e Francesca), la parola e la melodia mantengono intatta l’essenza e soprattutto la sostanza teatrale. E nella romanza "Ad una morta" di Puccini invece si riconosce un tema che verrà ripreso poi nell'opera Le Villi e nell'opera Edgar. Tosti fu compositore di grande gusto, di vena facile e spontanea, ed allo stesso tempo assai elegante e raffinata; tra le sue ispirate liriche da camera è scelta la fresca ed accattivante "Aprile" piena di vagheggi amorosi con il testo del letterato Panzacchi; mentre "L'alba separa dalla luce l'ombra", rappresentativa del decadentismo ed impreziosita da un testo di D’Annunzio del 1906, è tipica espressione di un'epoca e di una società ricca di mutamenti.
"La Cinquecento e nove" di Zandonai, assieme alla "Marcia Telefunken" dello stesso autore, si può definire a ben ragione uno dei primi Jingle pubblicitari. Commissionata dalla FIAT per esaltare le prestazioni tecniche di questa automobile degli anni'20, la pagina presenta gustosa l'imitazione del suono del clacson di questa vettura che sfreccia indomita e sfrontata; vi si rappresentano perfettamente gli anni esaltanti della conquista della velocità! Invece, in "La serenata", con la sua ambientazione notturna, il roveretano celebra in stile tradizionale e semplice, la delicata fragilità del sentimento amoroso: il testo della nobile poetessa padovana Victoria Aganoor Pompilj, lo aveva infatti colpito per lo struggimento infinito che pervade la lirica. Alla breve "Ultima rosa", su poesia di Antonio Fogazzaro, è dedicato un accompagnamento delicato, floreale appunto, dove la pienezza del fiore («nivea, splendida, olente, ebbra») si accompagna ad un destino effimero rappresentato da un canto spezzato.
In altri casi invece riscontriamo una precisa volontà di esperimenti e di stili completamente nuovi, nell'affermazione a livello europeo di una musica da camera italiana che svincolata dalla mera tradizione salottiera si imponesse ora da ribelle in un processo di intellettualizzazione. Così è in Respighi, oscillante tra l'esigenze della tradizione e fermenti di ricerche coloristiche, dove "Pioggia" del 1912 è costruita aderendo al testo della prolifica poetessa Aganoor Pompilj di cui sopra si è detto. Si possono definire paesaggi dell'anima, dove la natura è protagonista e, penetrando nel corpo e nello spirito, rende visibili sensazioni e stati d’animo profondi e drammatici. "Sopra un'aria antica" è, come il titolo appunto preannuncia, la ripresa di un'aria di Antonio Cesti: in essa vi si replica la melodia, per poi muoversi anche liberamente nella declamazione del testo dannunziano, con un materiale musicale nuovo.
Si apre un capitolo a parte con il coltissimo Finzi, ebreo mantovano che trasfuse con tenacia e convinzione nella sua musica le difficoltà emotive dell'Italia tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.