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Friday
13
APR

Open Talk - Antonio Ottomanelli

18:30
20:30
Matera 2019
Event organized by Matera 2019

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L’Open Talk del 13 Aprile vedrà come ospite il fotografo Antonio Ottomanelli con il quale dialogheremo di paesaggi immateriali.

Il cambiamento tecnologico negli ultimi 20 anni ha permesso di individuare le nuove frontiere di definizione del reale. Ciò porta a nuovi paesaggi nella nostra vita quotidiana. In queste nuove dimensioni e paesaggi sono stati generati complessi sistemi culturali, economici e politici, intere città e caleidoscopi sociali.

Questa realtà è diventata l'obiettivo principale dell'indagine, della narrazione e del design. Quindi, anche l'architettura, il design e le arti visive hanno sviluppato pratiche e dispositivi per indagare e progettare questa nuova realtà digitale, sviluppando una solida iconografia di questo paesaggio immateriale.

Questi dispositivi e pratiche hanno raggiunto e conquistato una distanza specifica dal paesaggio ancora noto, contribuendo ad una progressiva e diffusa mancanza di interesse verso i luoghi in cui la maggior parte di noi attualmente vive. Questa tendenza ha alimentato un processo di abbandono e oblio per quanto riguarda intere parti del paesaggio sia tangibile che intangibile, diminuendo fortemente la nostra capacità di vivere come una comunità.

Negli ultimi 10 anni, questo nuovo paesaggio ha esteso i suoi confini fino alla realtà, a un punto in cui è ora ampiamente diffuso nella grandezza e nella molteplicità del paesaggio materiale. Le culture, le economie e la politica in questi due mondi si sono mescolati fino al punto di generare conflitti ancora in corso.

Una tendenza in crescita è ora in vigore, innescata dal bisogno di tornare alla realtà; nuove traiettorie teoriche e operative stanno sorgendo, incidendo sulla forma di una vita quotidiana senza precedenti. Un doppio paesaggio ibrido deve ancora essere determinato. Quali storie, forme ed eventi sono ora definite come "paesaggio"? In questa versione completamente nuova di ciò che è reale, quale deve essere il ruolo delle arti visive? Quali sono le sue responsabilità politiche? Come può essere determinato il suo valore? Quali approcci adottati e quali sono le reciprocità disciplinari?

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The April 13 Open Talk will host the photographer Antonio Ottomanelli with whom we will dialogue on immaterial landscapes.

Technological change in the last 20 years has allowed the detection of new frontiers defining what’s real, which lead to new landscapes in our daily life. In these new dimensions and landscapes, complex cultural, economic and political systems were generated; entire cities and social kaleidoscopes were born.

This reality has become the main focus of investigation, narration and design. Hence, even architecture, design and visual arts have developed practices and devices to both investigate and design this new digital reality, developing a solid iconography of this intangible landscape.
These devices and practices have reached and conquered a specific distance from the landscape yet known, contributing to a progressive and diffused lack of interest towards the places where most of us currently live. This trend has fed a process of neglect and oblivion with regard to entire portions of both the tangible and intangible landscape, strongly diminishing our capability of living as a community.

In the last 10 years, this new landscape has extended its boundaries all the way towards reality, to a point where it is now broadly spread into the greatness and multiplicity of the material landscape. Cultures, economies, and politics in these two worlds have gotten mixed up to the point of generating conflicts which are still ongoing.

A growing trend is now in effect, sparked by a need of going back to reality; new theoretical and operational trajectories are arising, engraving the shape of an unprecedented day-to-day life. A hybrid, dual landscape that is still to be determined. Which stories, shapes and events are now termed as “landscape”? In this completely new version of what’s real, what is to be the role of visual arts? Which are its political responsibilities? How can its value be determined? Which approaches does it adopt and which disciplinary reciprocities does it build?