We use cookies to personalise content and ads, to provide social media features and to analyse our traffic. Read more…
Thursday
12
APR

Sottobosco Jam 007 presents Simone Clarelli quartet

20:00
00:00
Riot Laundry Bar
Event organized by Riot Laundry Bar

Get Directions

Category
#var:page_name# cover

Settimo appuntamento con "Sottobosco Jam", Il format di musica dal vivo che intende portare alla luce le sonorità ed artisti che oggi, in un mondo cosí veloce, non godono della giusta attenzione e che allo stesso tempo sanno regalare emozioni uniche.

Una serata dall'atmosfera intima dove potrai sorseggiare un drink, un bicchiere di vino o una birra a ritmo di Jazz, Soul e Blues.

Live for Live! 🎸

008 - GIO 16.04 // Start h.21.30

Simone Clarelli quartet:

Simone Clarelli, napoletano di nascita e berlinese d’adozione, ha collaborato con importanti esponenti del panorama jazz, quali Pietro Condorelli, Louis Sclavis, Paolo Damiani, Giorgio Crobu, Peter Sandu, Piero Odorici, Roberto Rossi. Ha vinto numerosi premi tra cui “best new coming “a Berlino nel 2005; è stato selezionato tra i migliori allievi a Perugia agli stage della Berkley e al festival di Roccella Ionica, dove ha suonato due volte come solista dell’orchestra del Maestro Paolo Damiani; ha all’attivo un’intensa attività concertistica in vari jazz clubs europei come leader o in qualità di solista.
simone clarelli e` un sassofonista jazz residente a berlino.Un jazz molto ancorato al filone black, quello di Simone Clarelli, sintesi della necessità di ritmo proveniente dall’Africa, che si fonde però con la cultura occidentale. Un’espressione musicale molto fisica, che diventa sincronia tra corpo e pensiero. Il risultato è un’improvvisazione ritmica, in cui emerge l’inconfondibile e caratteristico timbro di Simone Clarelli, il cui sax alto, dopo anni di lavoro e di studio, si avvicina più alle sonorità di un sax tenore, in cui si mescolano le influenze più antiche di Macklin e quelle contemporanee di Kenny Garret, fino ad arrivare uno stile assolutamente personale.

“La musica è la necessità di trovare un viatico al mio urlo interiore. Non sono un cantore di ballad o un poeta, perché la vivo come un’esperienza che mi permette di catalizzare il mio mondo più intimo. Piedi ancorati alla tradizione e mani protese verso l’ignoto - insiste Simone Clarelli, descrivendo il mood delle sue improvvisazioni – È uno stato viscerale. Mi ha dato la direzione, ma anche il contenuto in ci riesco a sublimare tutto ciò che sento o vivo. Tendenzialmente ero uno scugnizzo di periferia con molta energia. Ha 16 anni ho scoperto il sax, che mi ha consentito di canalizzare il surplus energetico. È la lampada sempre accesa sul mio cammino”.

Una pratica intensa, con uno studio quotidiano rigoroso e disciplinato, al limite del maniacale, che però durante le performance dal vivo lascia spazio all’improvvisazione hic et nunc. “Parlo e suono con la pancia”, racconta Simone, che da anni ha scelto il nord Europa come sua residenza, subendone anche le influenze. “Berlino è effervescente e dinamica, ideale per un giovane che desidera sperimentare, perché offre la possibilità di fare esperienza, con jam session tutte le sere in posti diverse. È multiculturale e più meritocratica, non ci sono barriere o stratificazioni sociali borghesi. A Berlino tutto si mischia”.

La tensione berlinese, però diventa un valore aggiunto che si contamina con i suoni ibridi di una Napoli in divenire: “Non vedo l’ora di tornare a casa. Credo che ci siano più talenti in Italia, in particolare al sud, soprattutto nel jazz. La scuola di Salerno è una fucina di musicisti strepitosi da 40 anni. A fronte di una cultura della popolazione media molto scadente, abbiamo eccellenze che è difficile ritrovare in giro per il mondo, forse perché le difficoltà ambientali ci permettono di sviluppare elasticità e capacità. Il jazz è freschezza, vivacità, immediatezza, capacità di creare emozioni e noi italiani, per nostra natura, siamo più estemporanei. L’Italia è meravigliosa e Napoli è come mia madre: la amo per senso innato”
Il quartetto, nel suo complesso, si colloca nel gotha delle eccellenze jazzistiche. L’ascolto che se ne fa non lascia spazio alla negligenza.
La formazione proposta per il riot vede, accanto a Simone Clarelli con il suo indomabile sax alto, francesco marziani al piano, mario mazzaro al double bass e marco castaldo alla batteria, tutti artisti di grande spessore.