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Saturday
07
APR

Infermerie musicali per gli spazi di lavoro condiviso

21:00
01:00
Scugnizzo Liberato
Event organized by Scugnizzo Liberato

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Siamo lieti di ospitare allo Scugnizzo Liberato, lo storico duo di dj che ha alle spalle decine di serate e dischi passati, ancora una volta la serata andrà a finanziare il progetto degli spazi di lavoro condiviso, botteghe di formazione e autoproduzione artigianale e artistica. #dallapartedelloscugnizzo
Infermerie Musicali nasce dall’incontro di tre dj appassionati della musica che oggi si definirebbe alternativa ma soprattutto della sua funzione aggregante, sciamanica e liberatoria. Tutti e tre appartengono a quella generazione della fine degli anni settanta che ha coltivato il sogno di rinnovare il mondo attraverso la rivoluzione. Quel movimento collettivo giovanile che orfano di quel grande obiettivo ha fatto della creatività il suo modello di comunicazione. Nell’attesa della rivoluzione o nella sua assenza: “la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopodomani...” (Gaber), i nostri, da strade diverse, arrivano alla musica, facendo nascere in quella generazione “stufa di passare la vita in dibattiti e riunioni” il bisogno della danza, rompendo un luogo comune che voleva la musica da ballo di destra e i cantautori pallosi di sinistra.
Così Enzo Casella, con in testa Bob Marley e la Jamaica muove i suoi primi passi da quella piazza “rossa “ del Vomero, piazza Medaglie d’Oro, con un tutor d’eccellenza, il compianto Gigi Dario. Comincia così la sua opera di “regghezzazione” che lo fa diventare uno dei protagonisti della vita notturna napoletana. Non solo DJ ma anche organizzatore di eventi, concerti, filtrati dalla sua passione e mai dettati dalle regole del mercato. Concerti che certamente non ti arricchiscono, anzi spesso ti fanno perdere il vil denaro, ma che arricchiscono la mente e il cuore come una funzione quasi sociale alla quale il buon Enzo crede fermamente e nonostante le difficoltà che la cultura e la musica di qualità soffre nel nostro paese e nella nostra città Casella continua e continuerà ancora per
molto a “portare” e suonare musica d’eccellenza tra la gente.
Analogo percorso fa Salvio Cusano: il movimento, i “gruppi”, la periferia sempre “rossa” dove passa l’omino di “Ecce Bombo” in quell’onda creativa affascinata dalle radio libere, quella mitica radio Alice nel cuore, lo vediamo giovanissimo speaker a Radio X e poi a radio Spazio Libero tra le primissime ad apparire nell’etere cittadino.
Qualcosa di sconvolgente sta accadendo nella musica, è un’anno fondamentale per un’intera generazione: il 77.
Da una parte la rivolta, la P38, dall’altra la creatività e il bisogno di nuovi linguaggi e nuovi “sogni da realizzare”: “Eravamo tre amici al bar, racconta Salvio, uno si fece una pera , l’altro si comprò la p38 ed io un disco: Horses Patti Smith...”
La musica stava cambiando definitivamente: I Gaznevada a Bologna, il punk e la new wave, Talking Heads, Frigidaire e Andrea Pazienza forgiavano il nostro, che nell’84 fonda il locale che meglio di tutti incarnerà lo spirito del momento: appariranno articoli persino sulla rivista francese “Actuel” e Jean Noel Schifano scriverà “...nei nights come il Diamond Dogs...tumultuose e lascive catacombe in cui la vertigine dei suoni martellanti percorre le budella della terra, vi assorda completamente perché solo I ventri stregati di voglie vibrino e sentano il richiamo dei sessi...”
Nel Diamond Dogs, il nome dall’opera rock di Bowie ispirata a 1984, di Orwell passerano le menti migliori di quella generazione ispirata e che vuole suonare, dipingere, filmare in sintesi esprimere se stessa attraverso il linguaggio dell’arte per operare quell’unica vera rivoluzione che migliora l’Umanità, quella interiore.
Altre le esperienze che lo vedranno protagonista animatore culturale della città il tutto il decennio e primi anni novanta:
Le radio, sua grande passione: Radio Città Futura, Radio Marte Stereo, Radio Napoli Proletaria, e ultima Radio Mediterranea di Raffaele Cascone. Ancora il ballo e i concerti nel KGB, nel Caboverde, nel Gaguin Café, poi con Anonima Romanzi di Carlo Cerciello, in rassegne curate da Mario Franco sempre pronto a sperimentare nuovi linguaggi e spaziare dalla musica all’arte, alla fotografia, sua altra grande passione, allievo di Mimmo Jodice all’Accademia delle Belle Arti trova il tempo di laurearsi in scenografia e lavorare come arredatore nel centro di produzione della RAI di Napoli.
Michele Genovese è anche lui affascinato dalle radio libere e come tutti e due impegnato politicamente e socialmente, e tra I fondatori della Scuola Popolare di Musica a Montesanto.
Lavora a radio Città ma soprattutto a Radio Spazio Popolare, che ancora in tanti ricordano e che è rimasta tra le poche, se non l’unica, a rappresentare un bisogno di una produzone radifonica alternativa a quella imperante nell’etere napoletano fatta di musica commerciale, giochetti beceri e sport.
Ma è nell’82 che comincia la sua opera di “fankizzazione” della notte napoletana. Quasi in antitesi all’imperante new wave, lui sfonda letteralmente al mitico Piccadilly di Posillipo con Homicide Bureau con un misto di suoni afro- funk.
Sarà la volta poi di Insonni Visioni al My Way sempre con il verbo funk e la sua grande passione del momento per Prince lo porterà ad incontrare Salvio in una prima mitica serata insieme: “Prince ‘n’ Bowie” al Diamond Dogs.
E’ programmista regista per la RAI, partecipa alla prima mitica edizione di Futuro Remoto.
Fondamentale sarà l’esperienza fatta a Trieste, emigrato per amore, e dove non riesce a star fermo e “infetta” con il suo “afrovirus” gli operatori del ex Ospedale Psichiatrico eredi di Basaglia fondando con loro il “MATT” nome mai più appropriato e collabora a Radio Fragola.
Tornato a Napoli, il caso di dirlo più folle di prima, fonda il Vibes in tutte le sue incarnazioni fino ad arrivare a quella sulla spiaggia di Miseno : il Vibes on the beach.
In sintesi tre appassionati della musica che per provocazione s’inventano un nome in antitesi ai dottori della musica commerciale degli anni 80 che facevano capo ad un altro mitico dj, ma appartenente al nemico, Sasà Capobianco.
Che ancora oggi con rinnovata passione amano comunicare attraverso la musica buone vibrazione in selezioni che ormai spaziano nell’epoche e nei generi in un juke boxe siderale, che attraversa i decenni dalle origini del rock and roll, e del soul, passando per la new wave e il reggae e attento anche alle nuove tendenze e sonorità, “global e global groves”, non sempre attenti tanto alla perfezione delle “battute” dei classici dj, non è quello che conta nelle loro selezioni. Quello che conta è che si senta la passione e il desiderio che hanno di continuare a “spacciare” “bad music for bad people” per tutti quelli che
vogliono ancora “drogarsi” con la musica e la danza in una “rivoluzione permanente” come deve essere la vita di tutti coloro che non frenano mai la loro voglia di comunicare.