We use cookies to personalise content and ads, to provide social media features and to analyse our traffic. Read more…
Wednesday
04
APR

Qualcuno volò sul nido del Cuculo

21:00
23:30
La Riccitelli Teramo
Event organized by La Riccitelli Teramo

Get Directions

Category
#var:page_name# cover

Mercoledì 4 aprile ore 21 (Turno A)
Giovedì 5 aprile ore 17 (Turno C)
Giovedì 5 aprile ore 21 (Turno B)

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO
di Dale Wasserman dall'omonimo romanzo di Ken Kesey

traduzione Giovanni Lombardo Radice
adattamento Maurizio de Giovanni
uno spettacolo di Alessandro Gassmann
con Daniele Russo e Elisabetta Valgoi
e con Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Emanuele Maria Basso, Alfredo Angelici, Daniele Marino, Gilberto Gliozzi, Gaia Benassi, Davide Dolores, Antimo Casertano, Gabriele Granito

produzione Fondazione Teatro di Napoli

Le Grandi Storie si riconoscono subito. Raccontano, in maniera semplice e comprensibile, quello che tutti abbiamo in comune: sentimenti, passioni. Amicizia, amore, disperazione.
Qualcuno volò sul nido del cuculo è una storia fatta di country e baseball, di slang e memorie degli anni Cinquanta, di veterani e polverose province americane. Il famoso romanzo di Ken Kesey, reso celebre dell'omonimo film di Miloš Forman interpretato da Jack Nicholson, è messo in scena da Alessandro Gassmann sull'adattamento drammaturgico di Maurizio de Giovanni, ambientato nel 1982 nell'Ospedale psichiatrico di Aversa. Uno spettacolo appassionato, commovente e divertente.

«La malattia, la diversità, la coercizione, la privazione della libertà sono temi che da sempre mi coinvolgono e che amo portare in scena con i miei spettacoli. Temi tutti straordinariamente presenti nello spettacolo che mi accingo a mettere in scena.
Dario (il mio McMurphy) è un ribelle anticonformista che comprende subito la condizione alla quale sono sottoposti i suoi compagni di ospedale, creature vulnerabili, passive e inerti. Da quel momento si renderà paladino di una battaglia nei confronti di un sistema repressivo, ingiusto, dannoso e crudele, affrontando così anche un suo percorso interiore che si concluderà tragicamente ma riscatterà una vita fino ad allora sregolata e inconcludente. E, attraverso di lui, i pazienti riusciranno ad individuare qualcosa che continua ad esser loro negato: la speranza di essere compresi, di poter assumere il controllo della propria vita, la speranza di essere liberi.
Un testo che è una lezione d'impegno civile, uno spietato atto di accusa contro i metodi di costrizione e imposizione adottati all'interno dei manicomi ma anche, e soprattutto, una straordinaria metafora sul rapporto tra individuo e potere costituito, sui meccanismi repressivi della società, sul condizionamento dell'uomo da parte di altri uomini. Un grido di denuncia che scuote le coscienze e che fa riflettere».
Alessandro Gassmann