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Monday
26
MAR

Aprile Libertario VI - festival antropologico delle minoranze

18:00
22:00
Heliogabalus
Event organized by Heliogabalus

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“Aprile Libertario” è un festival dedicato alla comunicazione libera.

Nasce 6 anni fa con l’intento di dare spazio e rilevanza a quelle tematiche e personaggi solitamente poco considerati e sponsorizzati dai mezzi d’informazione di massa. E' una vetrina della minoranza. Si propone di stimolare la discussione ed il dialogo attraverso una scelta accurata delle tematiche e degli ospiti che anno dopo anno sono stati protagonisti di un cartellone fin'ora intenso, la cui offerta diventa sempre più importante nel panorama sardo.

Principali tematiche sviluppate:

Autoproduzione e Creatività: Cinema, Musica e Poetica: per un arte indipendente dalle prerogative del mercato, che ponga la creatività comunicativa – e la comunicazione creativa – alla base delle propria estetica.

Concerti: Sono stati programmati appuntamenti con autori come Alessio Lega, Massimiliano Larocca e Cesare Basile (premio Tenco 2015), fra i principali esponenti nella produzione della canzone d'autore italiana. Consideriamo altresì importanti le esibizioni di alcune fra le più creative realtà della musica alternativa isolana, in occasione della rassegna del “25 Aprile”, alla quale negli ultimi tre anni hanno partecipato oltre 50 bands e singoli provenienti dalle più svariate località dell’isola. Attribuendo ai festeggiamenti un significato che non scada nel fanatismo ma che vada a ricercare e interrogare il concetto stesso di Liberazione, e il suo moderno oggetto sociale.

Reading e recital: hanno collaborato con noi autori come Vincenzo Costantino Cinaski e Alberto Masala.

Cinema: Silvano Agosti, regista-poeta e scrittore di fama internazionale. Nostro ospite nel 2013 per il suo seminario intitolato “Dall’impotenza alla creatività” e per la proiezione di alcune sue pellicole. Tornerà quest’anno, nell’edizione del 2016, per presentare il suo ultimo film intitolato il “Il fascino dell’impossibile” lungometraggio che affronta il tema della diversità impreziosito dalle musiche del leggendario Ennio Morricone.

Sociologia e Antropologia: in particolare studiando le forme di relazione fra gli individui, l’autogestione, le tecnologie, i fenomeni migratori e le diversità culturali. Collabora da questo punto di vista con la casa editrice “Eleuthera” grazie alla quale ha potuto organizzare incontri e presentazioni di alcuni fra i più interessanti saggi editi negli ultimi anni sui temi sopra citati. Fra gli altri: “I dannati della metropoli” di Andrea Staid, “Homo Comfort” di Stefano Boni e l’interessante ricerca su l’anarchico Gaetano Bresci del giornalista RAI e scrittore Paolo Pasi.

Disagio mentale e Antipsichiatria: affrontando lo studio dal punto di vista del “malato” e collaborando insieme ad alcune fra le più longeve fondazioni e associazioni italiane e sarde (Fondazione Basaglia, ASARP, Collettivo Antipsichiatrico Artaud di Pisa) che svolgono importanti lavori di ricerca e tutela del paziente. Nell’Aprile del 2015 grazie alla collaborazione con la Fondazione Basaglia e ASARP, il festival è stato teatro di uno dei primi incontri sul tema degli OPG alla vigilia dell’approvazione della nuova legge che ne sanciva la chiusura (dibattito trasmesso su Radio Radicale).

PROGRAMMA 2018

24 MARZO ore 20:00
SIBUSILE XABA

Un'immersione nella musica africana, in particolare in quella della tradizione Maskandi/Mbqanga originaria delle Midlands del KwaZulu Natal, zona orientale del sud Africa da cui Sibusile Xaba proviene. In parte chitarrista visionario, in parte mitologo urbano, ci racconterà del recente tour europeo nel quale è impegnato insieme ad altri due musicisti conterranei che lo affiancano. Potremo sentire alcuni momenti tratti dai suoi due lavori discografici intitolati “Open letter to Adoniah” e “Unlerning”. La serata sarà inoltre occasione per presentare il programma della VI edizione del Festival Antropologico Aprile Libertario, che si preannuncia, anche quest'anno, ricco e ed incisivo.

SIBUSILE XABA (1984)

Astro nascente dell'etno jazz internazionale, la sua voce pare arrivata sino a noi dai tempi immemorabili del popolo zulu.

Sibusile Xaba : guitar voice
Nhalanhala Albert : djambe, toys, vocals
Kholofelo Lincon: djambe, toys, vocals


10/11 APRILE - 40anni LEGGE 180
Cagliari e Sassari
Teatro Massimo, Ticcu Social Club

TRILOGIA DELLA RILUTTANZA
PIERPAOLO CAPOVILLA incontra PIERO CIPRIANO e Antonin Artaud

Lo psichiatra riluttante e il cantautore (leader de Il Teatro degli Orrori) si sono conosciuti tempo fa, sul campo. Il campo del lavoro quotidiano per una cultura libera e delle relazioni, in un mondo sempre più colonizzato da immaginari ripetitive e compulsive. Autore dalla penna graffiante e narrativa, Piero Cipriano ha innescato da anni una riflessione profonda, vitale e critica, che tocca la vita dentro e fuori i luoghi di cura dell’era post-basagliana. Pierpaolo Capovilla leggerà brani dai libri di Cipriano e dialogherà con l’autore. Un dialogo su idee e storie che raccontano un impegno diventato comune, contro la furia di etichettare la diversità come malattia e contro l’abuso degli psicofarmaci.

Piero Cipriano: Psichiatra, psicoterapeuta, e autore dalla penna graffiante, ha pubblicato con Eleuthera la fabbrica della cura mentale, il manicomio chimico e la società dei devianti.

Pierpaolo Capovilla: Cantautore, bassista, attore, fondatore e leader de il “Teatro degli Orrori”


A seguire

INTERIEZIONI
Duplice rapina poetica e fuga a gambe levate dagli orrori dell'ideologia psichiatrica
spettacolo di Pierpaolo Capovilla sul Poeta Antonin Artaud

La follia e il suo doppio. La stigmatizzazione sociale, l'esercizio del potere statuale sul corpo vivo dell'individuo. La follia, intesa come disperato rifiuto del soggetto a conformarsi alle circostanze storiche, sociali e culturali in cui sopravvive.Da un'idea di Pierpaolo Capovilla, voce del gruppo rock Il Teatro degli Orrori, fra i più noti della scena musicale indipendente, e il maestro Paki Zennaro, compositore sperimentale e storico collaboratore di Carolyn Carlson, nasce "Interiezioni", uno spettacolo meta-teatrale in bilico fra poesia e sperimentazione musicale.
I testi della rappresentazione sono tratti da "Succubi e Supplizi", che Antonin Artaud scrisse nel 1946 fra un elettroshock e l'altro, nel manicomio di Rodez.
Coniugando il verso doloroso e collerico, commovente e straziante di Antonin Artaud con l'irriverente e dissacrante interpretazione di Capovilla, "Interiezioni" ambisce a riscoprire l'autore sotto una luce nuova, contemporanea e sperimentale, arbitraria nella forma ma intimamente coerente con il contenuto poetico, che viene liberato dalla prigionia della pagina scritta, per librarsi nell'evocazione enunciativa, nel qui e ora, in una ricontestualizzazione che ambisce ad essere narrazione critica dell'oggi. Pierpaolo Capovilla, già protagonista di numerosi altri progetti meta- teatrali, fra i quali "Eresia", da Majakovskij, e "La Religione del mio Tempo", di Pier Paolo Pasolini, questa volta volge lo sguardo verso i temi della follia e dell'ideologia psichiatrica, della rivolta e dell'emancipazione dall'insondabile solitudine del singolo di fronte alla forza prevaricatrice e omicidiaria della società moderna, promettendo al pubblico che vorrà assistervi emozioni, batticuori, lacrime e turbamento. Un evento nel segno della grande poesia del novecento, rivisitata nello spirito della contemporaneità.


I posti sono limitati è necessario prenotare.

Ingresso riservato ai soci 10euro (+ tessera 5 euro)

21 aprile ore 18:30
Sassari, Ticcu Social Club
GIACOMO CASTI e FRANCESCO MEDDA ARROGALLA

A cosa stai pensando?
101 status anti-status quo (2011-2017)

Amo facebook, odio facebook. Lo amo perché crea relazioni, accelera scambi, potenzia opinioni, può veicolare messaggi importanti. Lo odio perché crea dipendenza, alimenta illusioni, amplifica so- litudini (e non è un paradosso), produce redditi nostro malgrado. “Per facebook la merce sei tu”, titola un bell’articolo di John Lanchester sulla London Review of Books, rilanciato qualche tempo fa anche da Internazionale. È così: dietro l’apparenza “social” e la sua vocazione “free”, si nasconde la più grande azienda di sorveglianza della storia dell’umanità. E noi siamo la sua merce; venduta, comprata e contesa dai suoi inserzionisti pubblicitari, mentre le nostre abitudini, passioni, interessi e acquisti vengono monitorati e schedati con precisione assoluta. Che fare? Probabilmente niente.
Questo è il nostro tempo, questi sono i nostri modi e strumenti di comunicazione, decidere per il non utilizzo di un mezzo come facebook (scelta ovviamente legittima e per certi versi saggia) non risolve comunque la questione in sé, e leva invece delle opzioni utili (e in alcuni casi, ormai ne- cessarie) a chi decide per la drastica scelta (che suona un po’ come rifiutarsi di avere un cellulare, o preferire la macchina da scrivere al computer. Quanta invidia per chi ci riesce, sul serio).
Questa premessa è utile per spiegare il titolo di questa raccolta, “A cosa stai pensando?”, a quei due o tre che ancora non l’hanno capito; è infatti la domanda che ci si sente rivolgere sul proprio profilo fb non appena vi si accede. È la domanda a cui anch’io, come tantissimi, ho implicitamente risposto negli ultimi anni (sette, esattamente, cioè da quando ho un account fb). Potrei dire che questi 101 status (così si chiamano gli interventi degli utenti “postati” sul proprio profilo) sono un possibile distillato di questo arco di tempo. Scrivendo, e tenendo acceso il mio bisogno di scrittura e di condivisione, questo social network e, ancora di più, molti dei miei contatti e amici presenti sul medesimo, possono sentirsi co-autori di questi: aforismi, messaggi, constatazioni, provocazioni, suggerimenti, liste, prontuari, prose sotto forma di poesia, liriche sotto forma di narrazioni, citazioni, omaggi, racconti brevi e brevissimi, bozzetti, ritratti e – last but non least - qualche ovvietà di troppo e, però e a contrasto di queste ultime, la volontà di utilizzare il mezzo a fin di bene; che per me significa cercare di cambiare il mondo, per quell’inezia che sarò in grado di fare nel mio tempo vivente. Questo spiega il sottotitolo “status anti-status quo”, più ironico che veritiero, purtroppo, visto che lo status quo, il mondo che viviamo, è capace di mangiare ben altri antagonismi e antagonisti, rispetto a chi scrive. Eppure qui troverete – potrete trovare – opinioni dissenzienti, impopolari, discutibili, su molti argomenti che sono - alcune delle - mie piccole ossessioni quotidiane: per esempio la Sardegna, per esempio le controculture, e la memoria, l’autoironia come strumento di sopravvivenza, la politica, il futuro, i social network come facebook. Sì, perché, anche lasciando stare McLuhan, credo sia davvero così: il medium non solo diventa il messaggio, ma ci costringe a pensare in continuazione a sé, a pensare su di lui, a pensare – a volte – come lui. Nel mio piccolissimo, cerco di dargli filo da torcere, senza prendermi troppo sul serio. Dunque, la caratteristica che accomuna questi momenti di scrittura è che sono stati tutti postati su facebook, a volte apprezzati a volte meno, che sono stati condivisi (idem), che sono stati discussi, criticati, osteggiati, presi per culo. Io ho aggiunto solo un titolo a ognuno di loro (quasi mai l’avevano), e in qualche caso precisato l’intenzione di scrittura. Tutto qui. Un’ultima cosa; perché 101? Beh, perché non sono troppi e non sono pochi, per via dell’arcinoto libro sulle storie zen, per via di George Orwell, perché il numero implica qualche magia algoritmica che sembra estendere all’infinito la possibilità di questi spunti... Perché, soprattutto, mi da l’idea che la cosa non finisca qui. E un po’ lo spero. Buona lettura, e spegnete computer e smartphone, ogni tanto.

Giacomo Casti è nato e vive in Sardegna. Laureato in Lettere con indirizzo antropologico, si occupa di letteratura, teatro (regista e autore), cinema (attore) e musica (con il progetto Dub Versus). Da anni tiene laboratori di scrittura per ragazzi e adulti. È stato membro del direttivo della Fondazione Giuseppe Dessì; è socio fondatore dell’Associazione Chourmo, che da quindici anni organizza a Cagliari il Marina Cafè Noir- Festival di letterature applicate, fa parte della compagnia Antas Teatro di San Sperate. Da molti anni si occupa della realizzazione di spettacoli e reading musicali su testi propri e di vari autori.

Francesco Medda “Arrogalla” è un compositore elettronico e live performer nato a Quartu Sant’Elena nel 1981. Dal 2003 porta avanti Arrogalla, progetto dub che trae ispirazione dalle tradizioni della Sardegna e dai suoi ambienti e paesaggi. Il suo ultimo disco "Is - S'ardmusic Revisited Vol. 1", pubblicato da S'ardmusic e distribuito da Egea, attinge dalla produzione world music dell'etichetta (Elena Ledda, Mauro Palmas, Andrea Parodi, Mario Brai, Elva Lutza, Cuncordu ‘e su Rosariu di Santu Lussurgiu, Gavino Murgia). Oltre al dub prosegue parallelamente un percorso di ricerca sonora, legato ai paesaggi sonori e alla musica contemporanea. È il fondatore della associazione label Mime e il co-fondatore dei progetti Malasorti, Baska e Bentesoi. Ha suonato in tutta Europa ed ha pubblicato materiali sonori per etichette nazionali e internazionali. Collabora con l'attore e regista Giacomo Casti con il quale ha prodotto numerosi reading concerto tra il progetto discografico "Dub Versus" in collaborazione con il compositore Marcellino Garau pubblicato da Altrove/Zahr. Ha suonato con la Galata Electroacoustic Orchestra, orchestra mediterranea elettroacustica, con la quale ha partecipato alla Biennale di Venezia; e con #KOI performance di danza contemporanea site specific della regista e performer Chiara Murru (Spazio-T). Collabora con l'associazione Cherimus e partecipato al programma europeo "Tandem" con il progetto So_Close tra Sardegna e Tunisia. Fa parte della Compagnia Teatrale Antas. Collabora più in generale con il mondo del teatro, della fotografia e dell’arte contemporanea.

11 maggio ore 18:00
Sassari, Ticcu Social Club
ROBERTO BOLOGNESI

Le identità linguistiche dei sardi

Roberto Bolognesi: PhD in fonologia all’Università di Amsterdam, nato a Villamassagia (CI), operaio fino ai 40 anni, insegnante di latino, membro delle due commissioni regionali per la lingua, ex docente di linguistica e ex blogger.

LE IDENTITA' LINGUISTICHE DEI SARDI

In una comunità multilingue, come quella sarda, l ́impiego di una o dell'altra lingua disponibile per l'interazione linguistica non dipende dal caso, ma è frutto di una scelta non necessariamente cosciente. Adottando una lingua si adotta anche l ́identità linguistica e un ruolo sociale a essa - in un modo o nell'altro – collegata. “Le identità linguistiche dei sardi” presenta una ricerca sul rapporto che i sardi hanno con le varie lingue usate nell'Isola, ma anche sul rapporto che le varietà del sardo hanno tra di loro e con la LSC. Il titolo parla di ́identità ́, al plurale, perché l ́identità - linguistica e non - non è una condizione statica, ottenuta una volta per tutte, ma il risultato del nostro agire pratico. I sardi hanno a loro disposizione un repertorio linguistico che normalmente comprende varie forme dell'italiano (da quello standard a quello regionale) e varie forme del sardo, con il dialetto locale che padroneggia attivamente e le altre varietà passivamente. Linguisticamente, allora, un sardo assume l ́identità che corrisponde alla lingua che usa in quella data situazione di interazione linguistica a cui partecipa. Si è linguisticamente sardi quando si usa il sardo, sia attivamente che passivamente, per comunicare. Se invece usiamo l ́italiano (di Sardegna), assumiamo un'identità linguistica italiana (periferica). Non esiste quindi un'identità linguistica indipendente dalla pratica linguistica e, di conseguenza, non esiste un ́unica identità, ma tutte quelle che assumiamo quando decidiamo di usare lingue differenti in interazioni differenti. Rispetto al rapporto con le altre varietà del sardo, si può dire che un parlante assume un ́identità sarda quando usa la sua varietà con parlanti di altre aree dialettali, mentre ne assume una, per esempio, ́campidanese ́ se si limita a usare la sua varietà con i parlanti della stessa area.


[Roberto Bolognesi]

18 Maggio ore 18:00
Sassari, Ticcu Social Club
ALESSANDRA MARCHI

Passioni anarchiche ad Alessandria D'Egitto