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Osteria Teatro Puccini

Osteria Teatro Puccini

Via P. Bernasconi 1, Vacallo, 6833, Switzerland

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+41 91 683 13 97

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Now OPEN
Horário de funcionamento
SG fechado SB 17:00 – 01:00
TE 17:00 – 01:00 DO 09:30 – 12:30
QA 17:00 – 01:00
QI 17:00 – 01:00
SX 11:00 – 14:00
Sobre nós Locale moderno e dinamico, dove si trova ospitalità e convivialità per qualsiasi occasione si voglia creare. Terrazza e lounge per serate all'aperto.
Estilo alimentar Italian, Pizza, Vegetarian
Especialização do restaurante Café, Jantares, Bebidas
Restaurant services Cantina, Grupos, Para crianças, Ao ar livre, Reserva, Para levar, Garçom, Transeuntes
Osteria Teatro Puccini cover
Descrição LA STORIA

“Un paradiso di distesa spiritualità…” Con queste parole, più di cent’anni fa, Giacomo Puccini descriveva Vacallo.
Già, perché proprio qui, a pochi passi dalla nostra osteria, l’illustre compositore visse per alcuni mesi d’estate negli anni compresi fra il 1889 e il 1892.

Non ancora famoso – reduce, anzi, da un’accoglienza tutt’altro che calorosa della sua seconda opera – Puccini si dedicava allora alla stesura della Manon Lescaut, andata in scena nel 1893 al Teatro Regio di Torino.
Ma se questa è storia nota, forse pochi sanno che fu nelle calde notti vacallesi, al lume di candela, che Puccini scrisse gran parte dell’opera. Dopo le dieci di sera, dalle finestre di casa Tettamanti (oggi casa Puccini, situata vicino alla Chiesa di Santa Croce) si potevano udire le note di un pianoforte, prova dell’instancabile lavoro che impegnava il compositore fino a notte inoltrata.

Al di là dell’impegno, tuttavia, ’immagine che le voci di paese riportavano era quella di un giovane squattrinato, grande amante delle belle donne, incline allo scherzo, gioviale e bizzarro al tempo stesso. Puccini, infatti, soleva alzarsi intorno a mezzogiorno per passeggiare nei dintorni – a San Martino di Sagno, al Vallone, al monte Bisbino – giocare alle bocce, scambiare due chiacchiere con gli amici e conosciuti in paese: Cirillo Cavadini, con cui discuteva di politica; Roberto Luppi di Pizzamiglio, che gli fu maestro e compagno di caccia; Federico Lupi, appassionato cultore di musica…

Qualche perplessità, poi, doveva suscitare anche quello sregolato andirivieni da casa Puccini di artisti e personaggi milanesi, e forse pure la convivenza con Elvira Bonturi o l’amicizia con Ruggero Leoncavallo che fu, per un breve periodo, nel nostro paese.

Nel 1891, Leoncavallo alloggiava al piano superiore di quella che oggi è la nostra osteria e che allora si chiamava Osteria Rizza. Fu lui – si racconta – ad inviare all’amico e collega toscano il disegno di un’enorme mano, allusione scherzosa alla
Gerente Carlo Viganò

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